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COSE CHE NESSUNO SA

di Alessandro D'Avenia, Mondadori 2011

 

Sicuramente l'avete già letto, i suoi libri si divorano come pane (pizza, dolci o patatine a seconda dei gusti). Ma vanno letti piano, per farli parlare veramente. Veronica ci racconta la sua esperienza leggendo Cose che nessuno sa.


Tre persone, tre vite, tre storie apparentemente distanti ma che si intersecano inconsapevolmente. Più leggo e più penso chissà con quante altre vite si interseca la mia e io ancora non lo so! È una cosa che nessuno sa.

Non voglio star qui a raccontare la trama perché è così appassionante, sorprendente che non vorrei rovinare il piacere della lettura. Però ho una cosa da dirti, caro lettore: occhio! Perché è un romanzo che ti prende e ti porta con sé in quella gigante Milano di settembre che accoglie milioni di storie, di sguardi. Ti prende e ti porta nelle ferite e nelle paure di Margherita, di Giulio e del prof. di lettere. Una descrizione così dettagliata da trascinarti ogni volta in una storia diversa, in una paura diversa, in un abbraccio diverso.

È un romanzo che sembra metterti di fronte alla vita, ma non quella che studi sui libri di filosofia o che hai visto nei film romantici (che tanto piacciono a me), no… è vita vera, vissuta, quella che viviamo ogni giorno, con le sue gioie, preoccupazioni, paure, sorrisi, nodi alla gola.

Sappi anche che è una storia di salvezza. Quindi ha un lieto fine? Sì? No? Sono brava e non spoilero! Questo significa che riguarda anche me e te, immersi nel mondo in cui ogni giorno ci perdiamo e in cui ogni giorno veniamo salvati, instancabilmente. Riguarda la nostra vita quotidiana.

Entrare in una storia, conoscerla, viverla, ci aiuta a comprenderne un pezzettino della nostra; un po’ com’è stato per Margherita che si è riconosciuta in Telemaco figlio di Ulisse, entrambi, giovani, si trovano davanti ad un interrogativo che li spinge a prendere in mano il timone della propria vita.

Ci sono tante cose che nessuno sa e questo ci mette un po’ di inquietudine, ma con Margherita ho imparato che non c’è bisogno di cercare risposte a domande che la vita ti presenta improvvisamente e inspiegabilmente. C’è bisogno solo di guardare la vita e amarla così com’è.

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